domenica 13 luglio 2008

myvietdituttounpo'

Il tempo stringe, quindi sintetizziamo ino zibaldone tutto quello che ci e' successo, senza soffermarci a lungo sul locale di cucina vietnamita raffinatissimo, con una passarella su un giardino zen, il solito overload di camerieri per persona e una quantita' e qualita' di piatti da riempirci anche per il giorno seguente.
Non ci soffermeremo nemmeno sul nonpoteteimmaginarequantobello veliero che tra due giorni ci portera' a vedere la baia di Halong, che oltre ad essere Patrimonio dell'Unesco e' anche il pretesto per prendere degli orribili costumini vietnamiti!
Passando dal Mausoleo di Ho Chi Minh, con code letteralmente kilometriche, al tempio della letteratura, attivo gia' dal 1058 e principale centro scolastico della regione. A proposito gli esami finali erano formulati direttamente dal Re. Qualcuno lo dica al nostro Ministro...
Rallentiamo un po' il racconto che ci porta ad oggi. Partenza per Mai Chau. Stazione autobus. Nessuno parla inglese, nessuna pensilina, centinaia di pulman che partono carichi di entropia, una decina di taxistimotociclisti (tutti hanno una moto...e anche un casco!) che ci circonda offrendo servigi che non capiamo. Chiediamo aiuto una volta, due volte, tre, quattro. Niente nessuno capisce quello che vogliamo, pur semplificando il nostro concetto e p[assando da un temerario We would like to take a bus to Mai Chau a un piu' semplice, Bus..Mai Chau per umiliarci a disegnare un bus e scrivere Mai Chau. Niente. La fortuna ci fa incontrare un vietnamita un po' piu' colto che coglie il disegno artistico di Paola e per giunta ci dice che abbiamo sbagliato stazione. Prendiamo un altro pulman e scendiamo a un altra stazione, supplichiamo aiuto e LUI (Lui e' la divinita' che accompagna ogni nostro viaggio e ha sempre un nome diverso) si impersonifica in un impiegato delle autolinee che posseduto inizia a capire tutto e ci accompagna dentro il pulma! Evviva! Paghiamo il doppio di quello dovuto e un decimo di quello che pensavamo, e partiamo per Mai Chau ossia partiamo per....
un minuscolo villaggio allo stato iperrurale, dove la gente vive in mezzo alle galline e alle risaie, dove l unico rumore e quello della musica locale della parlate degli abitanti riuniti in una casa(ci stanno tranquillamente, sono in 40) o del famoso gallo delle 5...per la notte dormiamo nella casa di una famiglia locale, su una palafitta, col pavimento di canne di bambu. BEllissimo. Noi abbiamo i nostri materassini a terra circondati da una zanzariera matrimoniale. Ed ora eccoci svegliati dal gallo in giro in bicicletta...Alla scoperta di questo luogo fantastico..

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Eheh sembra incredibile l'idea di un villaggio che resiste ancora ai ritmi ancestrali di alba e tramonto... e ancor più incredibile l'idea che Stefano si svegli alle 5!
Per quanto riguarda la lingua, ricordo delle mimiche impensabili da parte del mio caro cugino, quindi sono sicuro che non avrete problemi a farvi capire. In sinergia con i disegnini di Paola sono garanzia di successo.
Per quanto riguarda i costumi, davvero sono così brutti? Mi immaginavo dei completi coloratissimi (tipo quelli indiani), totalmente inappropriati in un qualunque contesto europeo ma fantastici nella loro spregiudicata "vistosità".
Buon proseguimento!

mari la smilza ha detto...

innanzi tutto augurissimi alla mia bambina piccola (eh eh sono già 23 anche i tuoi...... ), avevo pensato ad un regalo originalissimo, un galletto dalle piume colorate e dal canto aggraziato, ma a questo punto non so se sarebbe ben accetto... Sono felice di sapervi tornati,con la macchina del tempo , a due secoli addietro e di trovare gli scenari relativi incredibilmente attraenti. Vorrei sapere perchè della multa di Merone non mi hai dato l'unica cosa che mi serviva e cioè il verbale, se sai dov'è fammi sapere perchè io l'ho richiesto alla pol.locale ma può richierderlo solo stef. in quanto intestatario dell'auto per la legge sulla privacy...divertitevi e fatevi vivi sempre che non vediamo l'ora di leggere le vietadventures, un bacio mum

yo-yo-chu-chu ha detto...

cara la mia tarrok 23 , finalmente forse sono riuscita a iscrivermi a blog (incrociamo le dita... è solo il 4o tentativo annessi e connessi commenti dispersi per sempre nell'etere)... Che bello dev'essere pascolare e biciclettare in Vietnam e passare la notte sull'acqua, su una palafitta di quei maledetti musi gialli...Vi invidio molto... state all'okkio: ci sono ultimi vietcong travestiti da opossum, panda, felce di palude, cespugli di soja. A proposito si sente ancora l'odore del napalm di prima mattina? ah, poi mi raccomando non mangiate troppi hot-dog...Ah, è vero che tengono i grilli e cicale in un portapastiglie in tasca per sentire sempre il canto dell'estate? E fanno pure gare con insetti? scusate se sono romantica...l'ho letto in qualche libro... sarà la solita bufala...
Un bacio. Vi abbraccio. vi voglio tanto - abbastanza, insomma- bene.
Fate i bravi!!!
Un grosso grande bacio
Uno speciale alla mia piccola sister

mari la smilza ha detto...

la mamma di ste vorrebbe sapere, per chiudere la sua contabilità, dove sono le fatture emesse n.6/7/8 che non trova nè cartacee,nè sul computer di stefano è abbastanza urgente rispondere prego

Anonimo ha detto...

Ah, adesso è tutto chiaro, sono fuggiti in un paese senza estradizione lasciando le multe a casa... Il "villaggio rurale" è in realtà un bunker segreto e il gallo non canta alle 5, ma quando vede una divisa...
XD
Ciao Bonnie & Clyde!
E buon compleanno (in ritardo...) a Bonnie!