domenica 27 luglio 2008

myvietsilence

Fili e silenzio.
Immaginate quell'energia che scorre lungo quintali di cavi elettrici che a Saigon fisicamente riempiono il cielo, correre dentro di noi sotto forma di urla silenziose, uno stacco della mente.
Interruzioni e luce. vero.falso. E' difficile a volte credere alle immagini, o soltanto guardarle o concepirle. E' difficile a volte pensare di cosa siamo capaci.
Mi piace pensare che la nostra energia possa convogliarsi lungo gli infiniti filari di luce che accompagnano il rumore chiassoso di Saigon verso la sua nuova metamorfosi, una pelle forse piu' tradizionale ma lontana dalla distruzione che ha attraversato e che si perpetua sotto forma di contaminazioni chimiche.
Quando nel 1932 Tod Browing realizzo' il suo capolavoro non poteva immaginare che i suoi "freaks" fossero creati dall'uomo e non dalla fantasia.
Usciti dal museo dei residui bellici restiamo silenziosi a lungo tenendoci stretti le nostre sensazioni.

Nessun commento: